Al momento in cui scrivo le votazioni sono ancora in corso. Non ho avuto voglia dopo l'ultimo intervento di commentare in tema di politica. Non penso certo che il mio blog possa influenzare qualcuno, ma ho reputato comunque necessario astenermi da riflessioni critiche e pessimistiche. Il blog l'ho concepito per condividere riflessioni, non per propaganda.
Ho votato, naturalmente Pd. Ma mai come in questa campagna elettorale ho avuto l'impressione di essere stato chiamato a scegliere tra due nomenclature. Non sono stato chiamato a scegliere tra due idee di Paese.
Certo, non due nomenclature identiche. Se non altro l'uscita sulla Presidenza della Repubblica, sulla giustificazione dell'evasione, sull'eroismo di Mangano, dà l'idea di che pasta siano i vertici di F.I.. Spero anche che abbiano convinto molti che la necessità di un voto "anti" non e' finita, e quindi a non disperdere il voto. Anzi, penso che siano stati provvidenziali.
Ma mi sarei aspettato questa volta di poter opporre anche un "per". Certamente non e' un "per" quel debolissimo programma elettorale, dal quale ogni tanto veniva estratto qualche ingenua proposizione in stile marketing "il mio detersivo lava piu' bianco". Non e' un "per" una campagna elettorale che per un tratto e' sembrata affare privato dei candidati, senza nessun richiamo a una partecipazione corale del partito, se non per assistere ai comizi e organizzare cene elettorali e sporadici stand. Ha imperato un eccesso di leaderismo e personalismo. Le candidature hanno proposto catene circoscritte e chiuse di amici, amici di amici, fedeli, con l'aggiunta di qualche esoterico e scriteriato inserimento..
Dico tutto cio' con grande sgomento. Ho l'impressione che se Veltroni non starà attento e se l'euforia dei bagni di folla e degli osanna (che, ricordiamocelo, e' dei militanti non del Paese) gli farà velo, il Pd sarà prestissimo rimangiato dalla vecchia politica. Comunque vadano le elezioni il Pd dovrà ancora discutere (e piu' che altro agire) su come superare la politica oligarchica e autoreferenziale e come costruire un partito pensante e aperto.
Ora, pero, dimentichiamo tutte le riserve. Incrociamo le dita. Speriamo che domani, di fronte a una nostra vittoria, un pessimista come me stia qui, nell'euforia, a chiedersi cos'e' che non é stato in grado di capire e percepire.

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